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Luigi Picardi – Il Molise Centrifugo

Articolo scritto dallo Storico Prof. Luigi

Picardi molti anni fa (ottobre 1967). Si potrebbe definirlo

“profetico”. Del resto, lo stesso Autore ne aveva scritto un’altro nel 1964, pochi mesi dopo il colpo di mano

 

parlamentare che divise i Molisani dagli Abruzzi, portandoli all’isolamento e alla perdita di storiche occasioni

di sviluppo.

(cliccare sul titolo verde per leggerlo)

Majella Madre

Ecco come l’umanista del Quattrocento FLAVIO BIONDO nella sua opera redatta in latino Italia Illustrata descrive la Regione 12 d’Italia, l’Abruzzo. Cito dalla versione in italiano per Michele Tramezzini, Venezia 1543.(pp. 210-211).”

“….La Civita di Chieti fu fatta dai signori normanni residentia de l’Abruzzo percioché Gotfredo fratello di Roberto Guiscardo, a’ tempi di papa Nicola II, havendo occupata questa regione facea capo di tutto il paese questa città e Guiglianico (Guglionesi)…
… I Peligni confinano co’ Marrucini e con questi i Frentani e poi i Larinati…
Plinio, al quale s’ha piu’ fede haver ne le cose d’Italia, pone cio’ ch’è da la foce di Pescara verso i Larinati, che sia della Contrada di Frentani. Livio dice che dal fiume Tiferno(Biferno) comincia la quarta regione piu’ valorosa d’alcune altre d’Italia…
… Hor presso al mare à man dritta del fiume Tiferno è Termole, terra che Guido di Ravenna crede che fusse da gli antichi detta Interamnia dove il grande Platone scrisse i suoi libri de le Idee, come è chiaro, che cio’ fosse in Italia, in questa contrada, ne la città Interamnia, Otto miglia fra terra, un miglio longe dal Tiferno è Guiglianico(Guglionesi), nobil terra…
Eccoci già a fine de la contrada de’ Sanniti che si stende dal Tronto al Tiferno, che è confine de la Puglia e da un lato ha l’Appennino, da l’altro il mare Adriano e è hoggi da Precutini chiamata tutta Abruzzo” . ( pp. 215-16) (Filippo Salvatore dal gruppo Facebook Majella Madre, 21 marzo 2013)

Sito fratello

Molti dei nostri contenuti sono reperibili anche sul sito:

www.nuovaregione.com

Di Danilo di Nucci
Responsabile dei rapporti con le forze politiche e sociali

 

Nella risposta di Majella Madre (fatta soprattutto di dati e non di proclami che ormai affondano le radici nella banalità più efferata) non è stato sottolineato un passaggio fondamentale riguardo alle dichiarazioni del Guerriero Sannita: il suo Presidente, il signor Muccio, nella sua azione politica, deve chiarire, innanzitutto a se stesso, se vuole essere carne o pesce! Da un lato, si riempie la bocca di paroloni importanti e vuole passare per il difensore del nostro Molise, come entità diversa da tutto il resto del mondo; dall’altro, però, cade in contraddizione estrema nel momento in cui afferma  che sarebbe felice se Molise e Sannio si unissero tra loro per formare il Molisannio. Come si può essere, allo stesso tempo, difensore della nostra identità di molisani e promotore-sostenitore del Molisannio? Noi molisani, come accertano 2500 anni di storia, siamo stati, fino al 1963, molto legati all’Abruzzo; abbiamo avuto poco e niente da condividere con la provincia di Benevento. Inoltre cosa ne sarebbe delle  due provincie molisane se, per assurdo, venisse creato il Molisannio? La provincia di Isernia vedrebbe ridursi il suo ruolo politico all’interno della regione(al contrario potrebbe allargare i suoi confini verso il territorio Sangritano, come richiesto da quelle popolazioni); l’intera regione “Molisannita” andrebbe a legare le sue sorti al versante tirrenico della penisola invece del versante adriatico che, come ormai acclarato, nei prossimi anni andrà assumendo un’importanza strategica sempre crescente nello scacchiere internazionale, in special modo per quanto riguarda i rapporti con l’Est del Mondo: Europa Orientale, Medio Oriente, India, Cina e resto dell’Asia.

Botta e Risposta tra Il Guerriero Sannita e Majella Madre Continua a leggere »

di Enzo C. Delli Quadri,  Primo Fondatore e Presidente Onorario di Majella Madre, per l’unità di Abruzzo e Molise

 

BOTTA – Giovanni Muccio, presidente del Il Movimento politico regionale del Guerriero Sannita: no  all’annessione con l’Abruzzo   (da Il Quotidiano del Molise del 4 agosto 2010)

 

“Il Molise ha una sua realtà, una sua storia, le sue origini, le sue tradizioni. Siamo convinti che questo piccolo popolo, 300 mila persone, in un territorio di 4.000 kmq, abbia delle  potenzialità notevoli. Possiamo essere una regione punto di riferimento per l’Italia intera. Per questo bisogna investire sulle risorse naturali del nostro territorio”. Il Movimento politico regionale del Guerriero Sannita ieri mattina ha incontrato la stampa davanti la sede del Consiglio regionale, “sede  legislativa del popolo molisano”, ha spiegato il presidente Giovanni Muccio per dire “no, grazie, all’annessione con la regione Abruzzo”. “Il Molise può camminare da solo”, ha detto Muccio parlando di questioni morali, di legalità, di un Molise equo e solidale. “Sfruttiamo le nostre risorse. L’acqua, ad esempio. Non è più tempo di regalarla alle regioni limitrofe. E’ un bene che va pagato perché consentirebbe, attraverso l’istallazione di centrali idroelettriche, uno sviluppo alternativo

anche nel campo energetico. E poi c’è l’agricoltura, il mare, la nostra natura. Dobbiamo puntare inoltre sullo sviluppo tecnologico in modo da creare dei poli scientifici. Obiettivi che possono essere raggiunti solo con il comune senso del dovere”, ha detto ancora Muccio puntando il dito

contro le tante consulenze che “non hanno dato i loro frutti”, contro gli affitti “spese inutili per le sedi regionali”, contro gli enti sub regionali che “non hanno motivo di esistere perché ci sono gli assessorati”. “Si sono inventati anche la fondazione cultura”, ha gridato Muccio ricordando infine gli stipendi degli amministratori regionali. “Si contano 38 tra consiglieri ed assessori regionali che

percepiscono indennità da capogiro. La regione Lombardia, 10 milioni di abitanti, ha 80 consiglieri. Ed i mille euro che i nostri amministratori hanno deciso di decurtare dallo stipendio non bastano. Dovrebbero ridurre la loro indennità, non solo lo stipendio ma tutti i benefit, del 50% e dovrebbero

evitare le auto blu. Una sola potrebbe bastare e solo per scopi istituzionali”. Un invito poi affinché gli amministratori aiutino i tanti giovani molisani a trovare una stabile occupazione.

 

RISPOSTA – Enzo C. Delli Quadri, presidente onorario di Majella Madre: L’autonomia regionale è un simulacro dannoso per i molisani.

 

Nell’articolo del 4 agosto, Giovanni Muccio, presidente del Movimento politico regionale del Guerriero Sannita, dice “no, grazie, all’annessione con la regione Abruzzo”  spiega: “Il Molise ha una sua realtà, una sua storia, le sue origini, le sue tradizioni. Siamo convinti che questo piccolo popolo abbia delle potenzialità notevoli. Il Molise può camminare da solo” e, infine, conclude: “Per questo bisogna investire sulle risorse naturali del nostro territorio”.

Nulla da eccepire sul fatto che il Molise abbia una sua storia, le sue origini e le sue tradizioni … ci mancherebbe! Noi di Majella Madre, nel confermare e sottolineare questa realtà, riteniamo si debba andare oltre e per questo ci permettiamo di aggiungere alla suddetta realtà alcuni valori troppo spesso dimenticati o sacrificati sull’altare  di un simulacro di autonomia istituzionale: Continua a leggere »

di Francesco Bottone    (tratto da www.altomolise.net)

RIDUZIONE del 10 per cento dell’indennità di carica, divieto di cumulo delle indennità, penale per le giornate di assenza, riduzione del vitalizio.
Queste le novità principali per il trattamento economico e previdenziale dei consiglieri regionali, introdotte dalla legge regionale votata ieri notte all’unanimità dal consiglio regionale.
Siamo sicuri che si tratti del Molise? No. Perché in effetti la notizia riguarda Continua a leggere »

I costi della politica: Propositi buoni. Realtà amara

di Enzo C. Delli Quadri
Primo Fondatore e Presidente Onorario Majella Madre

 

Sono preoccupanti i dati che vengono forniti, dal sito della Regione Molise, in merito alle spese sostenute, rispettivamente, nel 2002 o  nel 2010. Gli aggregati  dei vari capitoli di spesa  variano negli anni, ma, seppur con qualche imprecisione, i raffronti sono sicuramente possibili e indicativi. Sono preoccupanti a tal punto da augurarsi che essi siano o sbagliati o male elaborati oppure male interpretati.

Certamente, però, per correggerne l’interpretazione, dovrebbe intervenire una rettifica perentoria e specifica, supportata da documentazione riscontrabile. 

Rinviando i dettagli tecnici della elaborazione alla nota che segue,  si può affermare quanto segue:

La spesa dell’apparato Regione Molise, nel 2002, fu di 181,2 milioni euro, pari  al 16,05% del totale (una percentuale di per sé già molto elevata); nel 2010, è previsto che essa  salga fino a 304,9 milioni di euro, pari al 27,42% del totale, con un incremento  del ( + ) 68,30%.

La spesa sanitaria, nel 2002, fu di  520 milioni di euro, pari al 46,08% del totale; nel 2010 è previsto che essa salga a  617,1 milioni di euro, pari al 55,49% del totale , con un incremento del  ( + ) 18,68%.

La spesa per trasporti, territorio e casa, nel 2002, fu di  202 milioni di euro, pari al 17,91% del totale; nel 2010 è previsto che scenda  a 111,2 milioni di euro, pari al 10,00% del totale, con un decremento del  ( - ) 45,00%.

I Fondi Comuni,  nel 2002, furono di 70,9  milioni di euro, pari al 6,28% del totale; nel 2010 è previsto che scendano a 25,3 milioni di euro, pari al 2,27%, del totale, con un decremento del  ( – ) 64,32%.

La spesa per attività produttive e similari, nel 2002, fu di  154,3 milioni di euro, pari al 13,68% del totale, nel 2010, è previsto che scenda ad appena  53,7milioni di euro, pari al 4,83%, del totale, con un decremento del  ( – ) 65,21%.

Come tutti possono notare, la spesa corrente (apparato regionale, sanità e trasporti) che nel 2002 copriva quasi l’80% del bilancio della regione (cifra già così abnorme), nel 2010 raggiungerebbe il 93% del bilancio regionale. Per gli investimenti, rimase  poco nel 2002 e rimarrebbe quasi niente nel 2010.

Si legge, in queste ore, dei buoni propositi dei politici regionali di ridurre i costi. Ma, a leggere attentamente, la realtà è purtroppo amara, perché sembra che la scure, prevista dalla manovra del governo molisano, si abbatti, ancora una volta, sulle spese per attività produttive  e sulle spese per trasporti ; il taglio  delle spese dell’apparato regionale sarebbe chiaramente marginale. Il risultato finale sarà dato da spese correnti  che “mangeranno” quasi tutte le spese di bilancio. Come possa andare avanti una regione (intesa come cittadini molisani) in queste condizioni resta un mistero.

Che restino gli attuali amministratori o che vengano sostituiti, rimane il fatto che le entrate della regione coprono a malapena i servizi essenziali e i costi dell’istituzione regione (intesa come apparato politico-burocratico). Tra non molto, stante la crisi della finanza pubblica, stante l’introduzione del federalismo fiscale, stante l’egoismo delle regioni più fortunate ma non più disponibili alla solidarietà nazionale, considerato lo spreco di risorse pubbliche di cui è stato attore il mezzogiorno d’Italia, le entrate della regione non potranno coprire neanche quelli. La conseguenza naturale di tutto ciò sarà il ricorso ad un forte aumento di imposizione fiscale oppure ad un effettivo importante e dolorosissimo taglio delle spese, alternative da far tremare i polsi e che nessun politico molisano si sentirà di affrontare, pena la caduta verticale del consenso popolare.

Per intravedere un piccolo spiraglio di speranza,  ci vorrà il coraggio di quei politici locali e nazionali che hanno capito la capitale importanza della seguente affermazione: “ Se il Molise deve scegliere tra il conservare un simulacro di autonomia istituzionale ed i diritti dei cittadini, non c’è discussione. Prima la sanità, la scuola, i trasporti locali, l’assistenza sociale, le attività produttive e poi la burocrazia.”

L’augurio è che essi vogliano raccogliere la sfida, senza più remore o interferenze partitiche.

E’ in ballo il futuro del popolo molisano e del suo  territorio .

Nota tecnica: costi di competenza degli anni 2002 e 2010

La voce  Istituzione Regione, come apparato, nel bilancio 2002, è riferita ai capitoli 1 e 2 delle uscite; nel bilancio 2010, essa è riferita ai capitoli zero 1 e 6

La voce  Spesa sanitaria, nel bilancio 2002, è riferita al capitolo 5 delle uscite; nel bilancio 2010, essa è pure riferita al capitolo 5

La voce  trasporti, territorio e casa, nel bilancio 2002, è riferita al capitolo 4 delle uscite; nel bilancio 2010, pure essa è riferita al capitolo 4

La voce  Fondi Comuni , nel bilancio 2002, è riferita è riferita al capitolo 7 delle uscite; nel bilancio 2010, pure essa è riferita al capitolo 7

La voce Attività produttive e similari , nel bilancio 2002, è riferita ai capitoli 3 e 6 delle uscite; nel bilancio 2010, essa è riferita ai capitoli 2 e 3

ANNO 2002

1.ASSETTO ISTITUZIONALE RELAZIONI ISTITUZIONALI E PROGRAMMAZIONE
2.RISORSE UMANE, FINANZIARIE E STRUMENTALI;
3.POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI;
4.POLITICHE DEL TERRITORIO, DEI TRASPORTI E DELLA CASA;
5.TUTELA DELLA SALUTE, DELL’AMBIENTE E DELLA PERSONA
6.ATTIVITA’ PRODUTTIVE, CULTURALI, DEL LAVORO.
7.FONDI COMUNI

ANNO 2010

0.ASSETTO ISTITUZIONALE E RELAZIONI ISTITUZIONALI.
1.PROGRAMMAZIONE E COORDINAMENTO DELLE POLITICHE DI SVILUPPO TERRITORIALE E SERVIZI INFORMATIVI, RISORSE FINANZIARIE, STRUMENTALI
2.ATTIVITA’ PRODUTTIVE ENERGIA,TURISMO,SPORT,CACCIA,PESCA, POLITICHE AGRICOLE FORESTALI E POLITICHE DELLA MONTAGNA, PESCA PRODUTTIVA
3.LAVORO, FORMAZIONE PROFESSIONALE, PROMOZIONE E TUTELA SOCIALE
4.POLITICHE DEL TERRITORIO E DEI TRASPORTI, PIANIFICAZIONE URBANISTICA, BENI AMBIENTALI, POLITICHE DELLA CASA.
5.POLITICHE PER LA TUTELA DELLA SALUTE E ASSISTENZA SOCIO-SANITARIA
6.ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DELLE RISORSE UMANE, AMBIENTE, RAPPORTI CON I MOLISANI NEL MONDO, CULTURA, RAPPORTI CON GLI ENTI LOCALI
7.FONDI COMUNI.
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